Per far sì che l’acqua torni trasparente bisogna lasciarla scorrere per qualche minuto, con uno spreco ingiustificato e inammissibile, ma questo è l’ulteriore disagio che si affianca a coloro che combattono senza remore per un diritto che dovrebbe e deve essere tutelato. Sono continue le richieste di aiuto dei cittadini che spaventati per la loro salute chiedono spiegazioni a chi di competenza (Comune, carabinieri, asl) ma le rassicurazioni non bastano a contrastare l’evidenza della realtà.
Spaventata Veronica Grippa, residente ad Albanella, fa un appello alle Istituzioni: “L’acqua è potabile (accertamenti alla mano) ma il suo colore sembra non darne conferma. E allora? Cosa fare? Cosa pensare? A chi rivolgersi? la paura degli albanellesi sembra incrementarsi al pensiero di “pozzineri” non a norma, che potrebbero contaminare le falde acquifere a causa di tubature malandate.
L’idea di acqua contaminata riporta immediatamente l’attenzione a irritazioni, disagi e malattie che potrebbero scaturirne, e se tutto questo avvenisse non basterebbe più alcun provvedimento a risanare il danno recato. La prevenzione è il miglior modo per curare un male, come la richiesta di aiuto da parte dei cittadini è il miglior modo per evitare piaghe insanabili”.
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