Gli esterni d’attacco devono avere corsa ma anche qualità. Al centro, dietro l’attaccante, le strade sono due. O si prende un calciatore abile nel dribbling oppure uno più fisico. Vannucchi e Serafini sono due giocatori che Somma ha allenato e che ha portato ad esempio per spiegare il duplice significato che può avere il trequartista facendo anche il nome di Mendicino per quel ruolo. La prima punta deve essere brava soprattutto a dialogare con i compagni e a fare da sponda, come Gasparetto che segnò un solo gol nella stagione che vide l’Empoli promosso in serie A con Somma in panchina. Di conseguenza, davanti alla difesa, più che un regista classico servono due mediani in grado di spezzare il gioco avversario e di coprire i compagni. Gli esterni difensivi sono chiamati ad appoggiare spesso la manovra e a salire per creare sovrapposizioni con quelli d’attacco. Somma da commentatore televisivo ha seguito da vicino il campionato di serie B e anche quello di serie A, ha assistito dal vivo a molte partite di Lega Pro e poi conosce bene anche i giovani nella sua duplice veste di opinionista e di padre di Michele che gioca nella Primavera della Roma. Una risorsa in più per una Salernitana che vuole essere competitiva senza fare spese folli.
Salernitana: Somma ed il suo 4-2-3-1 con gli esterni “registi”
Vorrebbe portare anche a Salerno il suo 4-2-3-1 ma prepara un’alternativa tattica che prevede un centrocampo a tre e tre giocatori d’attacco. Due moduli sui quali lavorare nel ritiro di Pizzoferrato. Non di più perché, come precisato in conferenza stampa, “la squadra deve avere un’idea chiara di come giocare”. Mario Somma ha già in mente la Salernitana che vorrebbe vedere in campo, in attesa di capire cosa riserverà il mercato. Qualche nome il tecnico di Latina l’ha fatto ma alla società ha tracciato soprattutto gli identikit dei calciatori funzionali al suo gioco. I trequartisti da utilizzare nella linea a tre alle spalle della punta sono gli elementi più importanti e sfruttati nel 4-2-3-1. Non a caso Somma li ha definiti i “veri registi della squadra” auspicando di averne numerosi in organico per utilizzare sempre quelli più in forma.
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