E’ per questo motivo che dal comando di polizia municipale e dall’amministrazione partì la querela per ingiurie e diffamazione: il trentanovenne è stato condannato ad un anno e ad una multa di 3mila e 500 euro, con pena sospesa.
Inoltre lo Scafatese dovrà anche pagare le spese di giudizio dove risulta parte offesa il comando di polizia locale di Scafati. La querela era partita quando l’uomo aveva iniziato a pubblicare una serie di insulti contro la polizia municipale, con tanto anche di lavori grafici approssimativi fatti con Photoshop in cui si usavano frasi infangante nei confronti dei vigili urbani del comando di via Pietro Melchiade.
Subito era partita la denuncia e lo scorso aprile era scattata la condanna che tra difficoltà di notifica, è ora gravante sul diretto interessato presso il comune di Scafati. Una pena esemplare, una bella lezione ai tanti – troppi – leoni da tastiera presenti sui social network che si divertono a insultare chi fa il proprio lavoro.
fonte Le Cronache
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