Era il 21 marzo del 1989, l’inizio della primavera di 31 ani fa. Grazie ai buoni uffici del ristorante “Il Giardiniello” di Minori che aveva tra i suoi clienti affezionati il dottor Angelo Punzi, suocero del dirigente del Calcio Napoli Ellenio Gallo, Maometto andò alla montagna, Maradona giunse a Minori alle 23.15 alla guida della sua Renault Espace, proveniente da Caserta, reduce dall’incontro di basket tra la Snaidero e la Scavolini.
Con lui la moglie Claudia e la piccola Dalma di due anni. Ad attenderlo al cancello del locale del Cosrso Vittorio Emanuele, gremito di tifoso in trepidante attesa, il procuratore Guillelmo Coppola, Ellenio Gallo, con la moglie e il figlio Louis, il dottore Punzi e il capo di gabinetto del Prefetto di Salerno Enzo D’Antuono. Il Pibe de Oro, in jeans, sneakers e felpa di Missoni, scese dall’auto mezzo imbronciato.
I flash dei fotografi e le grida di entusiasmo dei fans avevano fatto svegliare di soprassalto la figlioletta che piangeva. Varcata la soglia del ristorante, Diego fu accolto dal padrone di casa Francesco Di Bianco con la moglie Annunziata e i figli Giovanni, Pina e Antonio. Una volta a tavola poté rilassarsi, mostrando di gradire i piatti a base di pesce fresco, accompagnati da vino bianco di Ravello e seguito dal sorbetto al limone e la deliziosa torta preparata da un giovanissimo Salvatore De Riso agli esordi nel laboratorio del papà Antonio, che recava la scritta: “Dalla divina Costiera al divino Diego”.
A raccontare quegli istanti per Cronache del Mezzogiorno, il giornalista Antonio Nastri.
Fonte Il Vescovado