LE PAROLE DEL DIRETTORE
“Ringrazio innanzitutto per l’accoglienza straordinaria. Conoscevo il legame che Salerno ha con la squadra ma la folta rappresentanza di presenti oggi conferma il prestigio dell’incarico che ho deciso di assumere. Non la considero questa una parabola discendente o l’avventura di fine carriera come qualcuno ha detto. Anzi. Questa è una sfida ardua ma non è l’ultima. Sono venuto per salvare la Salernitana e sono certo di riuscire a combattere fino all’ultimo turno. Faremo le cose giuste perché questa per me è una grande sfida che voglio vincere. Potrei definirla la più grande fino ad ora da me intrapresa so di essere immortale e di averne altre per il futuro!”
Poi Sabatini è entrato subito nel cuore del discorso: “Sarà una squadra usa e getta. Abbiamo bisogno di calciatori che siano subito pronti a sostenere una battaglia sportiva. Non sopporteremo e non sopporterò atleti che sono alle prese con problemi psicologici. C’è una guerra da combattere tutti insieme e non c’è spazio o tempo per flessioni psicologiche”.
Sui tempi dei primi innesti: “Arriveranno dei calciatori il prima possibile con integrazioni in ogni reparto. Mercoledì avremo un nuovo incontro con il Presidente a Roma e vedremo in quella occasione di chiudere già due/tre operazioni per poterci già presentare meglio al prossimo impegno di campionato. Poi vedremo chi si salva della rosa attuale. Nessuno è stato accantonato ma sono tutti in gioco. Martedì parlerò con la squadra. Farò un discorso molto breve, i giocatori non sopportano discorsi più lunghi di 25 secondi”.
Chiaro il messaggio all’attuale rosa: “Non voglio fare piazza pulita ma salverò i calciatori che vorranno essere protagonisti di un’impresa. Chi sottoscriverà con i comportamenti e non con le parole ed i propositi quest’idea bizzarra di salvezza, allora andrà avanti con noi. Chi non sarà allineato su questa lunghezza d’onda sarà fatto da parte”.
Si punta a rimpinguare metà dell’undici titolare: “Puntiamo ad ingaggiare 5-6 giocatori ma non ci saranno acquisti programmatici. Arriveranno calciatori che saranno ingaggiati per uno scopo preciso. Serve allestire una squadra funzionale, pronta a combattere. Verranno pochi ragazzi giovani – non posso precludere da questo – che saranno le basi futuristiche. Una testa di ponte ma non fulcri di questo programma”.
“Il programma oggi – precisa il DS – è un lusso che non possiamo permetterci. Serve mettere insieme un manipolo di uomini che abbiano davanti avversari da abbattere. Calciatori pronti a sopportare un carico emotivo importante. Salerno è una città che si vuole salvare. Ho sentito da Roma la spinta emotiva di questa piazza e so che la passione popolare smuove le sequoia. La passione non morirà mai nel calcio e Salerno ne è la testimonianza”.
“Simy? E’ un calciatore che ha goduto lungamente della mia stima. Ha risorse, e di gol ne ha fatti molti in due anni. Ammetto però che il calciatore visto fino ad ora mi ha deluso. Il Simy attuale non basta e non serve. Non so che condizionamento abbia avuto. Non credo che la squadra non lo abbia aiutato ma ci dovrà mettere certamente qualcosa in più”.
Ribery? E’ un campione e farà il campione. Oltretutto i suoi comportamenti sono al di sopra di ogni sospetto da un punto di vista professionale e della partecipazione. Dopo questa conferenza lo chiamerò per salutarlo e dargli un appuntamento a domani. Voglio che senta vicina la società”.