D’altronde, il 29enne brindisino è uno degli uomini di maggiore esperienza della mediana granata e già conosce bene i desiderata dell’allenatore (sebbene, a sua volta, nella seconda metà della scorsa stagione sia stato costretto spesso e volentieri a mordere il freno a causa di problemi fisici). Per questo motivo, il centrocampista pugliese non dovrebbe incontrare problemi particolari a dettare i ritmi della manovra e a garantire copertura davanti alla difesa. Bollini punta su Della Rocca, almeno per la trasferta di Venezia.
Poi, chissà cosa succederà. L’ex del Perugia ha solo un altro anno di contratto e, nel corso del ritiro, a precisa domanda sul suo futuro ha risposto in maniera estremamente onesta e sincera: se la società di Lotito e Mezzaroma non si facesse viva per proporgli il prolungamento del vincolo, Della Rocca negli ultimi giorni di mercato potrebbe anche guardarsi attorno ed approfondire le proposte che nel frattempo sono giunte al suo procuratore.
Sulle tracce del mancino brindisino c’è, in particolare, l’Ascoli (in Serie B), ma anche diversi club di Lega Pro sarebbero pronti a sottoporgli dei contratti pluriennali (la Reggiana in particolare). Da professionista qual è, Della Rocca si è allenato seriamente ed ogni volta che è stato chiamato in causa è risultato tra i più in palla. Ma, allo stesso tempo, l’ex Perugia deve pensare anche al suo futuro e per questo motivo, la prossima settimana, dopo la partita di Venezia e prima dell’esordio casalingo dei granata con la Ternana, cercherà di ottenere delle risposte concrete dalla Salernitana. E, se non le ricevesse, per lui la stagione 2017/18 potrebbe anche proseguire in un’altra piazza.
Da abile stratega della panchina il mister Bollini vuole adattare Francesco Della Rocca in un ruolo non adatto alle sue caratteristiche. Più volte durante lo scorso campionato, a parte gli infortuni, abbiamo visto questo giocatore nel ruolo di mezzala abile negli inserimenti in avanti e capace anche di segnare qualche gol…………certo non è un fulmine di guerra ma non è malvagio come mezzala. Limitarne le caratteristiche migliori è tipico degli allenatori integralisti che giocano con un solo modulo e cercano d’inventarsi situazioni strane che alla lunga non pagano…..
purtroppo nessuno dei centrocampisti, vecchi e nuovi, è un vero regista