Scuola, l’istituto comprensivo San Tommaso di Fratte rivendica la propria autonomia

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E’ sempre alta la tensione nelle scuole del Salernitano per il piano di accorpamento degli istituti deliberato dalla Regione Campania.

«Alla luce delle modifiche proposte alla delibera di dimensionamento che, dopo le giuste polemiche dei genitori di Ogliara, all’improvviso ha tolto l’autonomia all’Istituto comprensivo San Tommaso di Fratte, accorpando il plesso di Matierno alla scuola di Ogliara e la restante parte alla Calcedonia – come riporta il quotidiano “Il Mattino” oggi in edicola, che riprende una nota della preside Frigenti, in servizio al ministero degli affari esteri ma con incarico nominale alla scuola San Tommaso – Dopo le proteste montate a Matierno intendiamo fare una proposta sensata ed equa che non sconvolga gli equilibri delle scuole coinvolte e non faccia perdere l’autonomia a Ogliara».

La proposta della Frigenti, sostenuta dalla preside attuale di Fratte, Maria Ida Chiumiento, punta a salvare la San Tommaso ma anche a scongiurare il maxi comprensivo della Mari. «Il comprensivo Matteo Mari si legge nella proposta dei presidi – accorperebbe solo la scuola secondaria di primo grado Posidonia del comprensivo Barra, non diventando così un mega comprensivo. La restante parte del comprensivo Barra verrebbe accorpata dal comprensivo San Tommaso d’Aquino che accoglierebbe a braccia aperte i plessi del centro, scongiurando lo smembramento del plesso di Matierno, ora in rivolta».

Inoltre «il comprensivo di Ogliara accorperebbe la Calcedonia, che ha i numeri di studenti iscritti più basso ed era quindi la scuola purtroppo più piccola e quindi da accorpare. In tal modo sarebbe salva l’autonomia di Ogliara, e Fratte non perderebbe l’autonomia conservando peraltro Matierno. Inoltre la Matteo Mari non diventerebbe un mega comprensivo».

«Le presidi – scrive al Frigenti – auspicano che la proposta venga immediatamente accolta perché l’autonomia della San Tommaso non va assolutamente toccata. Troppo errori e troppo ritardi dell’amministrazione non possono penalizzare una scuola che, visti i numeri, non era proprio sottodimensionabile. Pronti ovviamente a dare battaglia nei Tar».

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